Dal tramonto all'alba
Quando stiamo insieme il tempo non ci basta, ci rincorre e noi facciamo altrettanto con lui. Prova a seminarci, ma siamo bravi a ripararci in ogni attimo che gli sfugge. Ogni minuto avvinghiati è una rivincita verso chi ci dava perdenti, verso chi pensava che non sapessimo più sorridere, che non ricordassimo più il calore di un abbraccio né la magia di un bacio. Non avevamo dimenticato il trasporto di due corpi caldi sotto le coperte, solo non lo avevamo più fatto. Non avevamo rimandato il piacere a data da destinarsi perché prigionieri di un autoerotismo che ti permette di sopravvivere, ma avevamo perso l'intesa con le persone a prima vista vicine, ma distanti d'animo. Stamani che alba, la luce timida del giorno che nasce e si adagia sul tuo corpo per regalarmi spunti di te. Le bocche si cercano, i respiri si affannano sulle guance e sul collo dove mi perdo fino ad arrivare al tuo petto. Ci resto, indugio, assaggio e poi scendo ancora. Stamani voglio sentirti mia prima che il sole sorga per richiamarmi all'ordine. Nel silenzio del mattino riempiamo la stanza di piacere. Non abbiamo dormito, ma quest'alba ricorda la prima dopo secoli di tenebre.
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