domenica 20 aprile 2025

Natale 2024

Cena di Natale
L'annata si è chiusa bene, i risultati sono stati buoni, l'azienda può programmare il futuro e nel tradizionale (ma per fortuna informale) discorso di auguri il clima è disteso. Tra qualche ora ci aspettano per cena, ci saranno tutti i colleghi, qualche cliente e qualche fornitore. Niente di nuovo rispetto al passato, se non lei. Lei che era arrivata in autunno e che continua a catturare la mia attenzione anche alle porte dell'inverno. Mi preoccupo quando la cerco con lo sguardo...anche altri lo fanno per ammirare le sue grazie (innegabilmente sexy), ma la cerco per altro. Vorrei perdermi dento di lei, annegare nei suoi pensieri e abbracciare quello sguardo che forse chiede di curare qualcosa di più interiore. Inutile sognare, siamo a cena con altre trenta persone e la vedo sommersa di attenzioni. Sparisco di fronte agli altri, mi faccio piccolo, meglio iniziare a bere qualcosa, magari mi calmo. Come al solito mi rapiscono conversazioni di lavoro, marketing, budget, investimenti e nuovi clienti da acchiappare. Siamo alla cena di Natale, ma sembra una riunione al quarto piano. Qualcuno si alza verso il buffet, lei passa dietro la mia sedia, con quel poco di lucidità che mi resta abbraccio l'ultima goccia di coraggio in me e la fermo. Le sussurro all'orecchio che quando sorride rivela al mondo la sua anima stupenda e che, secondo me, questa è la sua parte migliore. Perlomeno questo era il senso di quello che volevo dirle...chissà cos'è venuto fuori e cosa avrà capito. Torno a sedermi nel panico più totale pentendomi, come sempre mi è capitato nella vita, di aver fatto qualcosa di cui non ero sicuro. Ormai è andata...la cena finisce, non ci rivolgiamo più parola e saliamo sul salvacondotto per ubriachi (bus). Salgono tutti, come da decennale esperienza di cena con gruppi, salgo per ultimo (come se questo mi avesse salvato dal lasciare a piedi qualcuno in passato!) e la vedo, seduta da sola in una fila da due posti. Incrocio il suo sguardo, sto per tirare dritto, mi soffermo, faccio per scorrere, ma intravedo un gesto di "accoglienza" e mi siedo a fianco a lei. Testa, cuore e stomaco vanno in crisi. Mi siedo con in braccio un cesto regalo che mai fu più utile come in quella occasione. La mia mano sinistra è obbligata a restare nascosta poggiata sul sedile a fianco della mia coscia. Per caso, per sbaglio, per grazia divina sfioro la sua mano. Ci sfioriamo, forse senza motivo ma con convinzione, per tutta la durata del viaggio. Non so cosa sia, mi smuove pure qualcosa sotto...avevo dimenticato perfino di essere uomo. Non ci diciamo una parola, sono le nostre mani che fanno conoscenza. Scendiamo, ci salutiamo, la stringo, torno in stanza e penso di sentirmi meglio. Anche se è solo un sogno, prego di non svegliarmi. 

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se mi manchi

Se mi manchi quando non ci sei, se mi manchi quando ti penso, se mi manchi quando t'immagino non con me. Che amore è questo