domenica 20 aprile 2025

Cena

La cena più bella
Lavoriamo, come sempre, fino all'ultimo secondo. Andremo con la mia macchina, quando parcheggi la tua (con quello stile inconfondibile che solo io posso apprezzare) mi tremano le gambe. Ancora non ci siamo sfiorati, ma esci dalla macchina e a me non escono le parole. Senza saliva ti ammiro come i fortunati fecero con la Venere che usciva dalle acque. Sinuosa da far invidia a una sirena, cammini verso di me con una figura che mi stendi. Mi violento per non abbassare lo sguardo, ma il tuo sedere è una calamita infernale per i miei occhi. Tuttavia vorrei passare un tempo infinito occhi negli occhi con te. Attendiamo il gruppo, ordino due gin tonic, ci sediamo vicino. Provo a calmarmi parlandoti come non ho mai fatto. Mi rassicuri, siamo complici, ci siamo e saremo per farci forza. Al lavoro vivremo nella nostra bolla, il nostro sarà un mondo a parte. Ti guardo da vicino come non avevo mai avuto modo. Dio che sguardo...A cena sei l'attrazione, la luna a cui ruotano attorno gli altri corpi celesti, terra inclusa. Sento un morso allo stomaco quando non ti vedo rientrare, so come gli uomini non siano tutti uguali e che qualcuno ci provi in maniera non elegante, ma ti vengo a cercare. Mi calmo, mi sento fortunato come mai. Mi siedi accanto, mi sfiori, ci sfioriamo, mi fai sentire importante come non ricordavo. Non mi sento alla tua altezza, non potevo neanche immaginare le tue attenzioni. Ci cerchiamo, al rientro in bus ti sfioro le mani, siamo vicini. Salutiamo tutti, ti accompagno alla tua macchina, mi sfiori la testa mentre guido e vedo le stelle. Hai bevuto, temo non sia lucidissima, non so cosa fare. Dentro brucio di voglia di stringerti, baciarti e dirti che ci sarò. Prima saliamo in stanza, ma scendiamo subito. Ho paura, ma prima di uscire mi sfiori le labbra. Sei agitata, nel parcheggio siamo irrimediabilmente vicini e ci baciamo. Le lingue si intrecciano, le mie mani disegnano i confini del tuo corpo, un perimetro dal quale non uscirei neanche sotto tortura. Ti saluto, non sei contenta, come al solito penso di aver rovinato tutto. Non ti ho dimostrato cosa provassi per te. Vado nel panico, mi restano poche ore di sonno che si trasformeranno in minuti di angoscia spesi a pensarti. Sono convinto di aver combinato uno dei miei disastri epocali, uno di quelli dove solo io posso mandare tutto all'aria nonostante le condizioni favorevoli. Non prendo sonno, continuo a guardare l'orologio, penso e ripenso a come potevo darti di più, farti capire che ti desideravo, ma che mi sono bloccato per la paura. Paura di un qualcosa che non provavo da tempo, paura di ferirti, paura di passare da quello "impegnato" che vuole solo approfittare di te. Caos infinito.  

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se mi manchi

Se mi manchi quando non ci sei, se mi manchi quando ti penso, se mi manchi quando t'immagino non con me. Che amore è questo