Nuovo anno, nuove possibilità
Dopo aver passato le vacanze con la testa in confusione, ti rivedo. Il clima di gennaio è rilassato, si lavora poco, ma quando ci salutiamo non riesco a non abbracciarti. Cerco di toccarla piano, di non correre, di non fare mosse avventate e magari mi riesce anche bene. Iniziano le trasferte, cambio aria, me ne vado, passo anche intere settimane senza passare in ufficio. Mi accorgo che non funziona molto. Quando chiamo, anche se parlo con altri, provo a capire se ci sei, se ti trovi vicino, provo a farti salutare. Forse non te ne sei mai accorta, ma cercavo un contatto seppur a distanza. Rientro, parliamo più spesso. Ringraziando il cielo iniziamo a scriverci e non mi sembra vero. La paura mi assale, ma quando in mezzo al casino del mio mondo ricevo un tuo messaggio, mi sorride anche l'anima. In Germania ti ho sentito vicino, avevo dei gran casini (come sempre), ma ci pensavo di meno. Rientrato, ti cerco ancora di più. Il respiro si accorcia, la testa mi gira quando so che abbiamo una cena (di gruppo) insieme. Mi agito come tutte le volte e come tutte le volte penso di non farcela, di fallire anche provando qualcosa di forte. Immagino solo disastri.
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