- riflessione non valida ai fini della narrazione -
Ieri, forse meglio dire stanotte, ho guidato come un camionista che manco lavora la notte di Pasqua. Ho guidato percorrendo le strade più lunghe che mi avrebbero riportato a casa. La musica, a un volume che sfiora la rottura dei finestrini, ha il potere di anestetizzarmi i pensieri. Mi congela la testa fermando quel flusso di immagini che mi abbagliano la vista come flash sparati nel buio. Ho guidato fino al mal di schiena, fino a farmi chiamare più e più volte per rientrare a casa, per rientrare dove mi sento soffocare.
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