- riflessione non valida ai fini della narrazione -
Oggi non mi lasciano ascoltare la musica fin quando l'udito umano riesce a sopportare, non mi lasciano proprio ascoltar niente. Pasqua, famiglia, visite, viaggi...insomma, sospiri e fiato che manca. Non possiamo sentirci, neanche scriverci...chissà dove sei, chissà se mi stai pensando, almeno per un istante. Preda delle mie debolezze, non ho fatto altro. Ho perfino lavorato un'oretta, gestito qualche emergenza che mi ha (giustamente) portato critiche feroci in casa. Meritate. Il solo fatto di lavorare, in questa condizione di lontananza totale da te, mi fa stranamente sentirti più vicina. Sono impazzito, lo ammetto. Dieci minuti fa mi ha chiamato il boss, l'ho salutato come un vecchio amico, ringraziandolo pure per essersi ricordato di me la sera di Pasqua. Riemergono tutte le mie insicurezze, solo quando ci scriviamo sto bene. Sono messo male, molto male. Non penso a cosa fai, il solo pensiero mi squarcia lo stomaco. Però voglio dirti una cosa, voglio che tu lo sappia: mi manchi.
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